Il mal di schiena costringe a casa, impedisce di lavorare, provoca dolore. Che cosa fare per curarlo, con tanto di "ricette", viene suggerito da 'Il grande libro del mal di schiena', pubblicato da Sonzogno e scritto da tre specialisti dell'Istituto Humanitas di Rozzano (Milano). Nell'intervista di presentazione rilasciata da uno degli autori, il dottor Lorenzo Panella, fisiatra, all'agenzia Ansa e pubblicata in una notizia qualche giorno fa, si legge il seguente consiglio: "Per nessun motivo andare ad alimentare quel mercato vergognoso fatto di professioni strane, dove ognuno vende ciò che ha, e che va dai chiropratici ai pranoterapisti, ai fisioterapisti che si improvvisano medici, a chiunque proponga una cosiddetta 'medicina alternativa' che serve solo a spillare quattrini".

In relazione a questa affermazione, l'Aifi ha chiesto all'Ansa di pubblicare una replica, per puntualizzare alcuni elementi. Riportiamo di seguito la replica chiesta all'Ansa.

Ormai da anni, tutte le principali Linee Guida Nazionali ed Internazionali riguardanti la lombalgia, basate sulle prove di efficacia e caratterizzate da un'alta qualità metodologica secondo i più moderni criteri della Evidence Based Medicine, sono elaborate all'interno dei gruppi di lavoro multidisciplinari in cui è sempre presente la figura del Fisioterapista.
Numerose pubblicazioni scientifiche cui fanno riferimento le Linee Guida sono pianificate, condotte e portate a termine da Fisioterapisti e costituiscono elemento fondamentale per la gestione della problematica bio-psico-sociale correlata ai disturbi del rachide lombare.
Per avere consapevolezza di ciò basterebbe consultare il testo definitivo del recente progetto di Ricerca Multidisciplinare (cui ha partecipato anche CittadinanzAttiva – Tribunale per i Diritti del Malato in rappresentanza dei cittadini italiani) voluto e finanziato dal Ministero della Salute e denominato "Percorsi Diagnostico-Terapeutici Italiani Evidence Based per le patologie del Rachide Lombare".
Tale progetto è stato recentemente presentato alla Comunità Scientifica nazionale ed internazionale in un importante Congresso a Milano e informazioni nel merito sono reperibili sul sito del Programma Nazionale Linee Guida dell'Istituto Superiore di Sanità.
Ci preme inoltre ricordare che, nel caso di lombalgia acuta aspecifica (l'85% delle lombalgie), la letteratura indica come procedura corretta la visita del Medico di Medicina Generale per valutare, porre diagnosi e definire il trattamento.
Quindi l'intervento dello Specialista, anche dopo 10 giorni, sarebbe inappropriato oltre che inutilmente costoso. Il fatto di voler attribuire ad un problema muscolare, o discale, o articolare il dolore alla schiena è del tutto speculativo e mai completamente certo: la presenza di cosiddette "alterazioni" della colonna visibili con la Diagnostica Strumentale devono essere correlate al dato clinico e non sono utili per identificare l'origine del dolore. E' necessario inoltre sfatare il mito secondo cui "ernia del disco" (presente solo nell' 1-3% dei casi) è sinonimo di male alla schiena e va inoltre considerato che solo nel 35% questa causa lombosciatalgia (legata a sindrome radicolare): tra queste ultime solo una minima parte è di interesse chirurgico.
Di fronte a queste considerazioni di ordine generale ci chiediamo quali interessi particolari inducano il Dott. Panella ad associare la figura del laureato in Fisioterapia a quella di "professioni strane" che egli considera costituite da millantatori interessati solo a facili guadagni.
Il messaggio più corretto nei confronti dei cittadini sarebbe quindi quello di ribadire che nella stragrande maggioranza dei casi il "problema mal di schiena" si risolve spontaneamente e in breve tempo, che esso richiede una corretta valutazione iniziale da parte del Medico di Base, che necessita di una corretta informazione, che va eventualmente trattato da parte di operatori sanitari competenti – e il laureato in fisioterapista è senza ombra di dubbio tra questi – e che necessita di un coinvolgimento attivo di chi soffre di tale patologia al fine di prevenirne possibili recidive.

Dr. Vincenzo Manigrasso
Laureato magistrale in "Scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione"
Professore a contratto di "Organizzazione sanitaria"
Università degli Studi di Bologna, Brescia, Milano, Ferrara e Genova
Presidente Associazione Italiana Fisioterapisti (Aifi)

Dr. Francesco Serafini – Fisioterapista – Torino
Docente di Teoria, Metodologia e Pratica Clinica della Terapia Manuale
Master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici – Università degli Studi di Genova
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Componente del Gruppo di Terapia Manuale dell'Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI)