Congresso AIFI. Fisioterapisti e istituzioni a confronto su sostenibilità Ssn, accesso alla professione e sanità territoriale

Congresso AIFI. Fisioterapisti e istituzioni a confronto su sostenibilità Ssn, accesso alla professione e sanità territoriale

data: 14/10/2017
Ha preso il via ieri a Roma il Congresso nazionale dell’Associazione italiana fisioterapisti che si concluderà domenica con l’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza per rinnovare così le cariche associative, dal presidente ai consiglieri previsti dallo Statuto.
Si è aperto ieri pomeriggio a Roma, alla presenza di 333 delegati, il Congresso nazionale Aifi che si concluderà domenica con l’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza per rinnovare così le cariche associative, dal presidente ai consiglieri previsti dallo Statuto. Dopo la proiezione del video realizzato in occasione della giornata dell’8 settembre, in cui è stata celebrata la Giornata mondiale della Fisioterapia con la campagna #LeManiGiuste, il presidente uscente Mauro Tavarnelli e il presidente del Congresso, Rosario Fiolo hanno aperto i lavori del congresso.
Diversi i contributi istituzionali che hanno arricchito la tavola rotonda: dalla sostenibilità del Sistema sanitario nazionale alle criticità dei nuovi Livelli essenziali di assistenza, fino all’accesso
alla professione, ai corsi di studio e alle garanzie per la salute dei cittadini, passando per la sanità territoriale. Al centro la figura del fisioterapista, con importanti rassicurazioni arrivate dai ministeri della Salute e dell’Istruzione.
“Stanno cercando di entrare nel nostro Paese – ha spiegato Rossana Ugenti, direttrice dipartimento Professioni sanitarie del ministero della Salute – figure che si presentano come fisioterapisti con corsi di laurea, chiamiamoli così, seguiti all’estero ma che nel percorso formativo effettuano il tirocinio in strutture non meglio qualificate e che non rispondono alla normativa vigente”. Sono figure che “stiamo bloccando a tutela della vostra professione – ha detto rivolta alla platea – anche subendo atti d’ufficio e interrogazioni parlamentari: ma assicuriamo che non potranno mettere le mani sui cittadini finché non avranno effettuato una formazione adeguata e rispondente alla legge italiana, senza strane triangolazioni, a garanzia della salute pubblica”.
l tema della sanità territoriale è stato dunque affrontato anche tramite l’esperienza della Regione Lazio, che da due anni ha avviato il percorso delle ‘Case della Salute’. Dal presidente Tavarnelli è arrivata la richiesta di inserire anche i fisioterapisti tra i professionisti a disposizione dei cittadini. “Giustissima provocazione – ha commentato Rodolfo Lena, presidente della commissione regionale Sanità -. Il nostro modello è partito due anni fa ma è in rodaggio e deve essere migliorato. È importante che all’interno delle strutture ci siano tutte le professioni sanitarie e che quindi anche i fisioterapisti vi trovino collocazione per rispondere alle esigenze dei cittadini prima che diventino pazienti. E’ anche questa la sostenibilità del sistema sanitario”.
Lena ha quindi rassicurato la categoria spiegando che dopo le nomine per la dirigenza infermieristica arriveranno quelle per i fisioterapisti: “È giusto e doveroso”, ha concluso.
Le problematiche della riabilitazione sono state affrontate da Pietro Barbieri, coordinatore del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio Disabilita del ministero delle Politiche sociali, per il
quale “il sistema non è cambiato negli ultimi anni, perché la riabilitazione è stata confinata in parametri definiti che sono sfuggiti di mano e che vanno regolamentati”. Per. Sabrina Nardi,
direttore coordinamento nazionale delle Associazioni di malati cronici di Cittadinanzattiva, “il peso dei ticket e le liste d’attesa sono uno dei problemi più grossi che ci vengono segnalati dai
cittadini per l’accesso alle cure. A questi si aggiunge l’onere burocratico del ping pong tra i medici, che costringe i cittadini a vivere per la malattia”. Inoltre “esiste un problema di accesso alla riabilitazione e alla fisioterapia, per tutti i setting assistenziali”.
Presente al dibattito anche Nino Cartabellotta, presidente Gimbe, che nel presentare il loro Secondo Rapporto sulla Sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, ha ribadito le critiche ai
nuovi Lea approvati a inizio anno. A completare il panel di interventi, Paola Folli, neodirigente dell’Ufficio Accesso programmato delle professioni, che si è impegnata a mettere in campo azioni di tutela per la categoria.

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