Cari colleghi e colleghe,
sono un neo-laureato di Milano. Ho sudato parecchio per diventare un fisioterapista e ora, neanche il tempo di compiacermi e mi devo già confrontare con la dura legge del più forte, cioè di chi le leggi le fa! Senza iniziare la lunga sequela degli ottimi motivi che tutti noi conosciamo per i quali la legge che contiene l'articolo incriminato sull'equipollenza dei laureati in scienze motorie è assurda, infondata e indegna, volevo solo dare un segnale di sostegno e incoraggiamento a tutti i colleghi.
Io non mollo!
La laurea a chi non si è sparato migliaia di ore di tirocinio anche in posti impervi (come è capitato a me) non la voglio regalare su un piatto d'argento a chi non sa cosa vuol dire farsela sotto prima di un esame di stato!
Non fraintendetemi cari colleghi, io non ce l'ho con i laureati in scienze motorie, ma con un sistema universitario che ne sforna a migliaia pur sapendo che gli ambiti lavorativi a loro destinati possono occuparne molti meno e che tali ambiti,in parte, sono già occupati da altri che non avrebbero la qualifica per farlo.
Perchè in Italia non si potenzia lo sport nelle scuole come in buona parte dei paesi europei dove le discipline sportive insegnate sono molteplici e danno così la possibilità di occupare un numero molto maggiore di personale? No, invece da noi le ore di educazione fisica le stanno man mano diminuendo! Ovvio allora che questo esercito di disoccupati le tenti tutte pur di arrivare a qualcosa, ad uno stipendio decente. E quale soluzione migliore che fare tutti i fisioterapisti??
Lo Stato premuroso coglie il problema e lo risolve da par suo, trovando la soluzione più semplice e veloce: "colpone" di spugna e sono tutti bi-laureati.
Io non mi darò pace finché questo sopruso non sarà solo un brutto ricordo. Ho scritto a giornali (vi allego il testo di una mia lettera al Corriere della Sera), trasmissioni tv, ho chiamato il Ministero della Salute, la Camera dei Deputati, sto raccogliendo le firme da tutti i miei pazienti e conoscenti. Insomma sto percorrendo tutte le strade e ne cercherò altre pur di raggiungere il mio e il nostro obbiettivo. Concludo quindi con un'esortazione a tutti a non mollare, a non fare come alcuni colleghi che ho sentito assenti dalla problematica, distanti, come se la questione non li riguardasse solo perchè hanno un lavoro magari soddisfacente o solo perchè c'è sempre qualcun altro che fa le cose per noi.
No. Non è questo lo spirito giusto! Avete visto cosa hanno fatto qualche tempo fa gli infermieri o i medici quando c'era qualche cosa che li danneggiava? Hanno fatto quadrato attorno al loro ruolo, alla loro professione e hanno vinto!
E noi? Siamo allora solo una categoria materasso, che assorbe e non reagisce, da bistrattare con ingiustizie come questa?!
In molti paesi il fisioterapista ha un peso professionale e politico molto maggiore, e penso che a quei governi non sarebbe mai neanche venuto in mente di fare un legge del genere. Qui in Italia siamo molto più giovani come categoria (forse avremo un albo dopo quarant'anni!) ma non vuol certo dire che non si debba insegnare a tutti a conoscerci a distinguerci da altri e , sopratutto, a rispettarci fin da subito come vengono rispettate altre figure sanitarie!
Sperando che questo mio sfogo sia di aiuto a tutti per non lasciare "raffreddare" il campo di battaglia porgo a tutti i miei più cordiali saluti e prego l'AIFi di pubblicare sul suo sito la mia lettera.

Dott. Simone Guarino
Fisioterapista