Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.

Queste le prime due strofe dello Stabat Mater di Jacopone da Todi (XIII sec.) descrivono la sofferenza di chi vede un proprio caro vittima del supplizio.
L' International Rehabilitation Council for Torture Victims ha indetto come ogni anno per il 26 giugno la giornata a sostegno delle vittime della tortura per un mondo senza tortura (www.irct.org).
Cosa possiamo fare noi fisioterapisti?
Intanto confermare l'impegno preso a Riga durante l'ultimo convegno Enphe, e ricordarlo nelle sedi universitarie, con un momento di riflessione ma anche con la semplice affisione del testo di Jacopone in bakeca.