SEZIONE 1 – Testi fondamentali per la Terapia Manuale, considerati “irrinunciabili”

1) Butler D. Mobilizzazioni del sistema nervoso. Masson 2001
Recensione a cura di Francesco Serafini.
Pubblicazione di estremo interesse per chi si occupi di Terapia Manuale in considerazione dell’approccio multifattoriale proposto dall’autore, che mette in evidenza in modo efficace l’importanza del coinvolgimento del sistema nervoso in tutti i problemi dei pazienti e con esso di tutte le strutture che possano influenzarne i sintomi. Il Sistema nervoso è dunque un elemento di connessione tra gli approcci strutturali diretti, rivolti per esempio alle articolazioni in modo preminente ( Cyriax, McKenzie, Kaltenborn ecc.) e quelli Facilitativi “indiretti” (PNF), con la consapevolezza dell’autore di rivolgersi alla scienza, alla teoria, ai concetti, alle ipotesi ed alle tecniche attuali correlandole con una mentalità “aperta” al trattamento dei disturbi neuro-ortopedici.

2) Magee DJ. Orthopedic Physical Assessment,1997 3nd ed. WB Saunders, Philadelphia.
(Prossima uscita: Magee DJ. Orthopedic Physical Assessment, . 4th 2002 WB Saunders, Philadelphia).
Recensione a cura di Guido Frosi.
Volume fondamentale per il Fisioterapista Manuale, diffuso in tutto il mondo ed ampiamente citato nelle bibliografie da parte di altri autori. E’ un testo incentrato sulla valutazione, che non prevede quindi spazio per l’approccio terapeutico. Si apre con un “excursus” sui principi ed i concetti che hanno fatto la storia della Terapia Manuale per poi analizzare nei capitoli successivi i vari distretti corporei, corredando il tutto con varie immagini, illustrazioni e tabelle. La bibliografia, pur non esente da pecche, è ricca e viene fornita a conclusione di ogni capitolo. In sostanza, un’opera da consigliare caldamente a chi desideri occuparsi di Terapia Manuale. In inglese.

3) Grieve G. Modern Manual Therapy. Churchill Livingstone 1994
Recensione a cura di Giorgio Zanasi.
L’editore, che non necessita di presentazioni essendo stato uno dei massimi esponenti della Scuola anglosassone di Medicina Manuale, si è avvalso del contributo di molti tra i migliori autori disponibili nel panorama internazionale, con l’intento di fare il punto sullo stato dell’arte di questa disciplina.
La prima edizione risale al 1986 e la seconda è del 1994, periodo in cui sono arrivati a maturazione, e presentati al grande pubblico, studi importanti quali quelli sulla neurodinamica, l’instabilità vertebrale, la biomeccanica della colonna, la struttura chimica del disco.
A tutti questi argomenti, ed a molti altri di notevole interesse clinico e scientifico, l’opera dedica specifici capitoli ognuno dotato di accurata bibliografia.
Particolarmente interessanti quelli riguardanti le indagini neuroradiologiche (TAC e RMN), le sindromi vertiginose, la diagnosi differenziale delle sindromi disfunzionali rispetto alle problematiche internistiche e gli incidenti legati all’uso delle tecniche manipolative.
Questi ultimi curati personalmente da Grieve con il suo inconfondibile stile.
E’ un’opera voluminosa e completa, consigliabile prevalentemente ad un professionista esperto.

4) Lee, D. Terapia fisica del cingolo pelvico. UTET 2000
Recensione a cura di Francesco Serafini.
Testo indispensabile per chi si occupi del sistema coxo-lombo-pelvico, poiché ricco di nozioni riguardanti le scienze di base quali l’Embriologia, l’Anatomia, la Biomeccanica, che in modo particolare viene rivista in relazione agli ambiti funzionali della vita quotidiana, nonché riguardanti la diagnostica e le sindromi cliniche del passaggio lombo-sacrale, della sacroiliaca e della coxofemorale. L’inquadramento clinico è il razionale sul quale si basa la terapia, che si arricchisce di numerose proposte di esercizi terapeutici utili nella pratica quotidiana del Fisioterapista Manuale.

5) Goodman / Snyders. Differential Diagnosis in Phisical Therapy. W.B. Saunders Company 1995.
Recensione a cura di Ruggero Strobbe.
Testo indispensabile per una responsabile condotta clinica del Fisioterapista Manipolativo moderno che, se assolutamente non deve e non può sostituirsi al Medico, deve essere cosciente che molte condizioni viscerali possono essere associate o simulare disturbi muscolo-scheletrici. Responsabilità del Fisioterapista é rendersi conto immediatamente quando il paziente che ha di fronte é al di fuori delle sue competenze. Il testo guida il lettore alla esecuzione di uno screening differenziale, e alle tecniche e agli strumenti dell’interrogatorio anamnestico. Seguono i capitoli, didatticamente molto ben articolati, riguardanti i segni e i sintomi legati agli organi interni, alle malattie oncologiche e del sistema immunitario. Si conclude con la disamina di tutte le possibili origini sistemiche del dolore muscolo-scheletrico.
In sostanza un testo indispensabile, dotato di ricca bibliografia, sia per il Fisioterapista esperto che per lo Studente, che deve essere preparato da subito ad individuare limiti e confini della propria professione.

6) Petty NJ, Moore AP. Esame clinico e valutazione neuromuscoloscheletrica. Masson 2000.
(Appena uscito: Petty NJ, Moore AP. Neuromusculoskeletal examination and assessment. 2nd edition 2001)
Recensione a cura di Guido Frosi.
Testo di un certo interesse, rivolto fondamentalmente allo studente universitario che desideri familiarizzare con la valutazione del paziente con problemi neuromuscoloscheletrici oppure al Fisioterapista neofita nel campo della TM. Opera di due conosciute Professoresse dell’Università di Brighton e tradotto in italiano a cura di Marco Testa, il volume si compone di una parte iniziale riguardante i concetti valutativi rivisitati dai più significativi autori e di vari capitoli incentrati sulla valutazione dei distretti corporei. Un difetto è dato dalla estenuante ripetitività di alcune parti, che può trovare ragione, a livello didattico, nel facilitare lo studente a memorizzare il processo valutativo. Bibliografia presente a conclusione di ogni capitolo.

7) Goodman, Boissonault. Pathology: implications for the Physical Therapist. W.B.Saunders Comp.1998
Recensione a cura di Ruggero Strobbe.
Testo “imponente” che sottolinea in ogni pagina come ogni Specialista non possa incontrare pazienti in cui la patologia o disabilità non si sovrapponga ad altre di competenza di altri Specialisti. Se il Fisioterapista Manipolativo vuole efficacemente collaborare, nell’ambito del suo ruolo, con gli altri Specialisti, deve possedere delle solide basi di patologia clinica. Il testo consente al Fisioterapista di valutare e riconoscere queste sovrapposizioni consentendogli di comportarsi di conseguenza. Inoltre permette di valutare come le malattie associate e i farmaci all’uopo prescritti possono e devono incidere sulle sue decisioni cliniche riabilitative. É un testo indispensabile inoltre per una comunicazione efficace fra il Fisioterapista e lo Specialista referente.
Presenta la completezza, consistenza e la ripartizione di un vero e proprio trattato di patologia, mantenendo sempre però il punto di vista del Fisioterapista, agevolandolo nella ricca prima sezione con 4 capitoli dedicati ai concetti principali della Patologia.

8) Maitland G.D. Manipolazioni periferiche Piccin Nuova Libraria S.p.A. Padova 2000
Maitland GD. Et al. Maitland’s Vertebral Manipulation Butterworth-Heinemann 2001 6th edition (in inglese)
Recensione sulla 6° edizione in: Physical Therapy Vol. 81, n°9 September 2001
Recensione a cura di Guido Frosi.
Questi testi, il primo dei quali tradotto in italiano, sono vere e proprie “pietre miliari” della Terapia Manuale. Esprimono infatti i concetti di una tra le più importanti personalità tra i Fisioterapisti Manuali, pioniere della nostra professione. L’insegnamento di GD Maitland, tutt’ora attivo in varie parti del mondo, è frutto di una visione pragmatica, tutta anglosassone, della gestione del paziente muscoloscheletrico. La bibliografia, naturalmente ormai un po’ datata, è a fine testo.

9) Schomacher J. Terapia Manuale: imparare a muovere e a percepire. Masson 2001
Recensione a cura di Ruggero Strobbe.
Testo che illustra egregiamente i principi di Terapia Manuale del complesso Kaltenborn-Evjienth, la metodica di Terapia Manuale più diffusa nel Nord Europa (Scandinavia, Germania, Austria) e che ha fortemente influenzato anche una buona parte di quella Neozelandese (Stanley Paris, Mulligan) e Statunitense (é tutt’ora la tecnica più insegnata negli USA) oltreché della Terapia Manuale Belga e Francese (“Pompages”). Libro chiaro, ben strutturato e riccamente illustrato, contiene anche una interessante introduzione storica e utili sussidi didattici per esercitazioni. La parte bibliografica risente della scarsità di ricerche nel campo, comparabile ad altri testi classici di Terapia Manuale (Maitland, Cyriax…) che si occupano allo stesso livello di problematiche prettamente cliniche.

10) Ciriax J. Textbook of orthopaedic medicine. Bailliere Tindall 1982
Recensione a cura di Guido Frosi.
Questa pubblicazione, ormai molto datata, è un po’ come la Sacra Bibbia del Fisioterapista manuale e Manipolativo. Moltissimi professionisti, Fisioterapisti e non, che si occupano di problematiche muscoloscheletriche usano oggi, sapendolo o no, la terminologia che Cyriax ha dovuto creare “ex novo”, semplicemente perché non esisteva. Annoverare il suo lavoro tra gli “irrinunciabili” per un Fisioterapista Manuale è quindi non solo un dovere, ma anche un onore. Molti dei concetti che Cyriax ci ha tramandato sono ancora attuali, altri sono ormai sorpassati: siamo comunque convinti che, se egli vivesse in questa nostra epoca, sarebbe tra i più strenui sostenitori della Medicina Basata sulle Evidenze.

11) Lewit K. Terapia manipolativa nella riabilitazione dell’apparato locomotore. Masson 2000
Recensione a cura di Giorgio Zanasi.
Il Prof. Karel Lewit è certamente la personalità più interessante di quella che si può definire “La Scuola di Praga” di Medicina Manuale, ed in questo testo, recentemente tradotto, illustra le sue tecniche frutto di oltre 50 anni di studio e di applicazione.
E’ un libro che si può definire completo perché affronta il problema del trattamento della disfunzione nella sua totalità, dalla diagnosi fino alla manipolazione ed alla prevenzione delle recidive.
Anche se i capitoli dedicati alla teoria della terapia manipolativa sono da considerarsi ormai datati, si può dire, invece, che l’impostazione della risposta terapeutica proposta da Lewit conserva una freschezza ed una validità sorprendenti.
L’autore propone di associare alle tecniche di rilasciamento e di mobilizzazione (di cui fornisce tutta una serie elaborata personalmente) il contributo dell’uso dei meccanismi automatici di controllo del movimento (movimenti oculari – respirazione ) integrati al rilasciamento post-isometrico (PIR).
Così facendo si ottiene , secondo Lewit, il massimo risultato con il minimo sforzo.
Interessante e completo il capitolo relativo alla clinica dell’alterazione funzionale dell’apparato locomotore.

12) Travell J, Simon D. Il Dolore Muscolare. Ghedini editore 1994
Recensione a cura di Giorgio Zanasi.
Un’opera la cui presenza è da considerarsi assolutamente necessaria nella biblioteca di ogni Terapista, non solo Manuale.
E’ principalmente grazie al lavoro di J. Travell e D. Simon sul dolore di origine muscolare, infatti, che si è arrivati a definire quel particolare fenomeno clinico che sono i Punti Trigger Miofasciali.
La validità del testo risiede, oltre che nell’analisi degli aspetti biochimici, meccanici e neurofisiologici che sono alla base dell’insorgenza dei P.T. , nell’attenta descrizione della possibilità che ha ogni muscolo di sviluppare questi punti dismetabolici.
Ogni capitolo offre un quadro dettagliato, frutto dell’ esperienza pluridecennale degli autori, comprendente l’anatomia del muscolo, l’innervazione, l’azione, la localizzazione dei principali P.T. , la descrizione precisa dell’irradiazione del dolore e degli eventuali sintomi neurovegetativi nonché la descrizione della tecnica terapeutica proposta (prev. lo stretch and spray).
Se proprio la risposta terapeutica messa a punto da Travell e Simon può ormai essere considerata datata, l’impalcatura generale del testo rimane assolutamente valida tanto da farlo considerare come fondamentale soprattutto per chi pensa di avvicinarsi per la prima volta alla Terapia Mnauale.
Splendide le illustrazioni a china di Barbara Cummings, di una chiarezza e capacità didattica esemplari.

13) Vleeming A., Mooney V, Dorman T et al. Movement, stability and low back pain. Churchill Livingstone 199

14) Sahrmann S. Diagnosis and Treatment of Movement Impairment Syndromes. 2001 Mosby

15) Greenman P. Principles of Manual Medicine. Lippincott Williams & Wilkins 1996

SEZIONE 2 – Testi considerati importanti per il Fisioterapista Manuale.

1) Bogduk N. Clinical Anatomy of the Lumbar Spine and sacrum. Churchill Livingstone 1997
Recensione a cura di Guido Frosi.
Un vero “best-seller” utile a tutti i professionisti che abbiano a che fare con le problematiche del rachide lombo-sacrale. L’autore è uno dei più noti ed apprezzati Professori di Anatomia e Medicina Muscoloscheletrica, molto prolifico in campo scientifico (recentemente ha anche curato interessanti articoli riguardanti la biomeccanica del rachide cervicale, pubblicati su Clinical Biomechanics). La prefazione è curata da Lance Twomey, Professore di Terapia manuale alla Curtin University di Perth. Tutte le strutture inerenti questa regione corporea sono finemente analizzate dal punto di vista anatomico, biomeccanico, per la loro innervazione e per l’apporto circolatorio. Gli ultimi due capitoli riguardano il dolore lombare e l’instabilità. Bibliografia “monumentale”. In inglese.

2) Tixa S. Atlante di anatomia palpatoria : I Arto inferiore Masson 1999
Tixa S. Atlante di anatomia palpatoria di collo, tronco ed arto superiore Masson 2000
Recensione a cura di Francesco Serafini.
Testo fondamentale per chi voglia approcciare in modo sistematico la Terapia Manuale e voglia acquisire una solida capacità di analisi clinica ed una approfondita conoscenza dell’Anatomia di superficie al fine di rivolgersi in modo scientifico al trattamento dei disordini muscoloscheletrici. I volumi sono inoltre caratterizzati da una presentazione rigorosa di sequenze di immagini che hanno un ottimo impatto dal punto di vista didattico, basandosi inoltre sulla terminologia internazionale che rientra ormai in modo indispensabile nel bagaglio del fisioterapista italiano.

3) McKenzie R. The Lumbar Spine. Spinal Publications. 1991
McKenzie R. The Cervical and Thoracic spine. Spinal Publications. 1990
Testi tradotti in italiano:
McKenzie R. La colonna cervicale e toracica. Spinal Publications Italia 1998
McKenzie R. La colonna lombare. Spinal Publications Italia 1998

4) Dvorak J, Dvorak V. Medicina Manuale – vol. 1 Diagnostica, vol. 2 Terapia. Verduci 1986.

5) Van Wingerden P. Connective Tissue in Rehabilitation. 1995 Scipro Verlag – Liecht.

SEZIONE 3 – Riviste scientifiche di riferimento per la Terapia Manuale.

1) Manual Therapy. An international journal of muscoloskeletal therapy. Churchill Livingstone.

Recensione a cura di Guido Frosi.
Rivista internazionale di ottimo livello scientifico, che ha visto la luce nel 1995 ed è ora indicizzata nei principali databases medico-scientifici, quali MEDLINE, EMBASE, CINHAL, PEDro.
Le due direttrici responsabili, G. Jull ed A. Moore, sono persone ben conosciute, a livello internazionale, nel campo della Terapia Manuale. E’ la rivista di riferimento di alcuni dei più importanti e consolidati Gruppi di Terapia Manuale ed ospita nel “board” editoriale il collega Marco Testa, socio fondatore del GTM e Coordinatore del corso “Formazione avanzata in Terapia Manuale” dell’Università di Genova.
La rivista presenta articoli originali, reviews della letteratura, masterclasses e cases report, riguardanti la Terapia manuale ma non solo, ampio spazio viene concesso ai risvolti bio-psicosociali che negli ultimi anni stanno emergendo.
Rivista da consigliare caldamente, irrinunciabile per un T.M.; in inglese, naturalmente.

SEZIONE 4 – databases scientifici.

1) PEDro: database peculiare per la Fisioterapia, il primo a livello mondiale. Tra i suoi “raters” vi sono alcuni esponenti dell’attuale Esecutivo del GTM/AITR.
http://ptwww.cchs.usyd.edu.au/pedro/

2) MEDLINE: il più importante database a livello internazionale, contiene centinaia di migliaia di articoli riguardanti tutte le discipline medico scientifiche. Un “cult” a cura della National Library of Medicine.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/

3) COCHRANE DATABASE: a cura della Cochrane Library. Uno dei pilastri della EBM.
http://www-epid.unimaas.nl/cochrane/field.htm

4) EMBASE: database di Excerpta Medica. Più ridotto, ma anche più aggiornato di Meline, contiene un maggior numero di riviste europee.

5) CINHAL: database di materiale generalmente paramedico.